Allarme prezzi: stallo Iran minaccia perdite settimanali

Il mercato dei metalli preziosi, oro e argento in primis, si conferma un barometro sensibile delle tensioni economiche e geopolitiche globali. La recente sessione di negoziazione ha visto l’oro mostrare un andamento in calo, mentre l’argento ha evidenziato una maggiore volatilità, con un’apertura in forte ribasso ma un rapido recupero. Questi movimenti sono strettamente legati a fattori macroeconomici come l’inflazione persistente, le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve e i risultati misti degli incontri diplomatici internazionali. Comprendere l’attuale andamento del prezzo dell’oro e dell’argento e come questi si inseriscono in una strategia di investimento è cruciale per chiunque cerchi stabilità e protezione del capitale in tempi incerti.

Andamento del Prezzo dell’Oro: Un Venerdì in Declino ma con Prospettive Diverse

I futures sull’oro di giugno (GC=F) hanno aperto il venerdì a 4.654,50 dollari per oncia troy, registrando un calo dello 0,7% rispetto al prezzo di chiusura del giovedì di 4.685,30 dollari. La discesa è proseguita nelle prime ore di negoziazione, con il prezzo che alle 6:48 a.m. ET era già sceso a 4.555,50 dollari. Questo rende l’oro propenso a registrare una perdita settimanale, un cambiamento significativo rispetto al venerdì precedente, quando le aspettative erano per guadagni settimanali a seguito di un rapporto positivo sull’occupazione.

Analizzando le variazioni su periodi più ampi, emerge un quadro misto:

  • Una settimana fa: -1,3%
  • Un mese fa: -3,9%
  • Un anno fa: +47,7%

È interessante notare che il 29 gennaio, il guadagno annuale dell’oro era addirittura del 95,6%, il che evidenzia come il metallo giallo abbia attraversato fasi di forte crescita per poi stabilizzarsi su livelli comunque elevati. La resilienza dell’oro nel lungo periodo continua a renderlo un asset interessante per la diversificazione del portafoglio, nonostante le fluttuazioni a breve termine. Per chi desidera monitorare costantemente le quotazioni, piattaforme come Yahoo Finance offrono un tracciamento continuo del prezzo dell’oro, 24 ore su 24, sette giorni su sette.

L’Argento tra Volatilità e Potenziale di Recupero

I futures sull’argento di luglio (SI=F) hanno aperto il venerdì a 77,41 dollari per oncia, registrando un calo ben più marcato del 9,3% rispetto al prezzo di chiusura del giovedì di 85,32 dollari. Tuttavia, a differenza dell’oro, il prezzo dell’argento ha mostrato segni di recupero nelle prime ore di negoziazione, salendo a 78,71 dollari entro le 6:48 a.m. ET. Questa dinamica offre all’argento la possibilità di risalire verso i valori di inizio settimana, superando gli 80 dollari per oncia.

Anche per l’argento, un’analisi su diversi orizzonti temporali rivela:

  • Una settimana fa: -4,2%
  • Un mese fa: -3,5%
  • Un anno fa: +138,8%

Il guadagno impressionante su base annuale (+138,8%) sottolinea il potenziale di crescita esplosiva dell’argento, spesso definito “oro dei poveri” per la sua maggiore volatilità e la sua duplice natura di bene rifugio e metallo industriale. La sua performance riflette non solo le dinamiche di mercato dei metalli preziosi, ma anche le aspettative sulla crescita economica globale e sulla domanda industriale, che ne assorbe una quota significativa. Per approfondire le modalità di investimento in questo metallo, è utile consultare risorse dedicate, come le guide per principianti su come investire in argento.

Fattori Macroeconomici e Geopolitici che Influenzano i Metalli Preziosi

L’andamento altalenante di oro e argento è strettamente connesso a un mosaico di fattori macroeconomici e geopolitici. Il summit tra il Presidente Trump e la Cina, svoltosi questa settimana, ha prodotto risultati commerciali positivi per entrambi i paesi, ma non ha portato a progressi nei negoziati di pace con l’Iran. Questa stasi geopolitica contribuisce a mantenere alta la pressione inflazionistica, un fattore chiave per i metalli preziosi.

In un contesto di inflazione persistente, alcuni osservatori di mercato hanno iniziato a prezzare un potenziale aumento dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno. Un rialzo dei tassi d’interesse rende il costo opportunità di detenere oro, che non genera rendimenti, meno attraente rispetto ad altri asset che offrono interessi, come i buoni del tesoro. Questo spesso porta a una temporanea flessione del prezzo dell’oro.

Altri indicatori economici corroborano questo scenario: il prezzo del petrolio Brent (BZ=F) è salito del 7,17% negli ultimi cinque giorni, mentre l’indice del dollaro USA (^NYICDX) ha registrato un aumento dell’1,21%, secondo Yahoo Finance. Un petrolio più costoso alimenta l’inflazione, mentre un dollaro forte tende a rendere i metalli preziosi più cari per gli acquirenti che utilizzano altre valute, frenando la domanda. Comprendere queste interconnessioni è fondamentale per interpretare le fluttuazioni del mercato dei metalli preziosi e prendere decisioni informate.

Quanta Parte del Tuo Portafoglio Dovrebbe Essere Destinata all’Oro? L’Opinione degli Esperti

L’investimento in oro può offrire stabilità e protezione contro l’inflazione, fungendo da copertura in periodi di incertezza economica. Tuttavia, può anche diluire i guadagni quando i prezzi delle azioni salgono rapidamente. Trovare il giusto equilibrio tra i benefici di diversificazione dell’oro e il potenziale di crescita di altri asset è una sfida, e persino gli esperti sono divisi su quale sia l’allocazione ideale.

Robert R. Johnson: Zero Oro, un Compromesso Troppo Alto

Robert R. Johnson, professore presso l’Heider College of Business della Creighton University, non è un sostenitore dell’investimento in oro. A suo avviso, “pur avendo una piccola posizione in metalli preziosi che può smorzare la volatilità del portafoglio nel breve termine, il compromesso tra una volatilità leggermente smorzata e il ritorno a lungo termine perso non è certamente prudente, in particolare per la Gen Z/millennials con lunghi orizzonti temporali di investimento.” Egli argomenta che per chi ha decenni di tempo per investire, la crescita potenziale di altri asset supera i benefici di stabilità dell’oro.

Brett Elliott: Dal 2% al 15%, a Secondo degli Obiettivi

Brett Elliott, direttore dei contenuti e SEO presso American Precious Metals Exchange (APMEX), raccomanda di stabilire un’allocazione che si allinei con gli obiettivi di investimento individuali. Gli investitori orientati alla crescita potrebbero sentirsi a proprio agio con un’allocazione del 10% o 15%. Tuttavia, gli investitori che puntano al reddito preferiranno una posizione più piccola, poiché l’oro non fornisce un rendimento diretto. Un’allocazione dell’oro dal 2% al 5% può fornire una certa resilienza senza un eccessivo trascinamento sul potenziale di reddito complessivo del portafoglio.

Blake McLaughlin: Il 5-8% come Ancoraggio di Resilienza

Blake McLaughlin, vicepresidente esecutivo di Axcap Ventures, sostiene che i dati storici supportano un’allocazione dell’oro dal 5% all’8%. “L’oro potrebbe non offrire il potenziale di rendimento eccezionale degli investimenti privati, ma il metallo possiede un insieme di attributi sempre più difficili da ignorare”, afferma McLaughlin. Questi attributi includono la resilienza del metallo in mezzo all’incertezza economica e all’instabilità geopolitica, rendendolo un baluardo contro gli shock del mercato.

Thomas Winmill: Dal 5% al 15% con Focus sulle Miniere

Thomas Winmill, gestore di portafoglio presso Midas Funds, crede che la maggior parte degli investitori trarrà beneficio da un’allocazione a lungo termine dell’oro dal 5% al 15%. Winmill in particolare sostiene l’investimento in aziende minerarie aurifere tramite un fondo comune. La tolleranza al rischio e l’attuale mix di attività finanziarie rispetto a quelle fisiche possono guidare l’investitore verso un’allocazione appropriata:

  • Tolleranza al rischio: Mantenete la percentuale di allocazione bassa se tendete a farsi prendere dal panico nei cicli volatili.
  • Attività finanziarie vs. attività fisiche: Le attività finanziarie includono azioni e obbligazioni; le attività fisiche comprendono beni tangibili come immobili, oro, oggetti da collezione, auto d’epoca e attrezzature. Se non avete equità immobiliare e la vostra ricchezza è principalmente in attività finanziarie, potete impostare l’allocazione dell’oro più alta. Al contrario, se la vostra casa è completamente pagata e più preziosa del vostro portafoglio azionario, l’investimento in oro potrebbe non essere altrettanto necessario.

Vince Stanzione: Il 20% per la Protezione del Capitale

Vince Stanzione, CEO e fondatore di First Information, raccomanda un’allocazione del 20% in oro, specificamente in oro fisico o tramite un ETF sull’oro. Stanzione argomenta a favore di una maggiore esposizione all’oro come strategia di protezione del capitale. Come afferma, “l’oro tiene il passo con l’inflazione e l’oro mantiene il suo potere d’acquisto”, mentre le valute cartacee si stanno svalutando in tutto il mondo. Questa prospettiva evidenzia l’oro come un rifugio sicuro contro l’erosione del valore della moneta fiat. Per chi valuta l’acquisto di oro fisico, può essere utile consultare un compro oro vicino a me per opzioni e consulenza.

Conclusione

I mercati dell’oro e dell’argento continuano a dimostrarsi dinamici e influenzati da una moltitudine di fattori. Sebbene l’oro abbia mostrato una debolezza a breve termine, la sua performance annuale e la sua capacità di fungere da bene rifugio rimangono indiscusse. L’argento, con la sua maggiore volatilità e il forte potenziale di crescita, offre opportunità diverse. La decisione su quanto oro includere nel proprio portafoglio dipende dagli obiettivi individuali, dalla tolleranza al rischio e dal contesto economico. Un approccio equilibrato e informato, magari avvalendosi della possibilità di richiedere una valutazione oro per capire meglio il proprio potenziale di investimento o disinvestimento, è sempre la strategia migliore per navigare nel complesso mondo dei metalli preziosi.

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